MATERA 2019

Capitale europea della cultura

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MATERA 2019 – Capitale europea della cultura

 

materaMatera, la città eterna, il più antico insediamento urbano in cui la vita scorre ininterrottamente dalla Preistoria fino ai giorni nostri. Un piccolo grande gioiello nel profondo Sud d’Italia che ha deciso di sfidare il tempo, vincendo la propria sfida divenendo Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO e Capitale Europea della Cultura per il 2019.
Chiamata anche la “Città dei Sassi”, dal nome degli antichi e caratteristici rioni (Sasso Barisano e Sasso Caveoso) scavati nel tufo, Matera è capoluogo dell’omonima provincia della regione Basilicata. Posta a circa quattrocento metri sul livello del mare, la città conta circa sessantamila abitanti distribuiti tra il perimetro cittadino e cinque frazioni: La Martella, Picciano A, Picciano B, Venusione e Timmari.
Matera è situata nella parte lucana della Murgia, un vasto altopiano carsico il cui elemento predominante è la roccia (da “murex” in latino). I primi importantissimi insediamenti preistorici e gli antichi rioni Sassi si affacciano a strapiombo sul torrente Gravina, un piccolo corso d’acqua che nasce in Puglia e confluisce nel Bradano. Questo piccolo torrente nel corso dei millenni, scavando dolcemente il suo letto, ha creato intorno a se una specie di canyon naturale. La roccia tipica di questo territorio è il tufo, la relativa facilità con cui l’uomo ha potuto lavorarla ha consentito ai materani dei diversi millenni di poter modellare e scavare nelle ripide discese dei canyon fino a costruire abitazioni e chiese. Il territorio circostante è stato così adattato alle diverse esigenze dell’uomo, fino a diventare parte di un complesso sistema di conservazione delle acque.
La storia di Matera è antichissima, la città ha vissuto numerose vicissitudini travagliate che l’hanno portata ad essere estremamente povera, un luogo in cui il tasso di mortalità infantile era tra i più alti d’Italia. Nei rioni Sassi i materani condividevano la lotta per la sopravvivenza con gli animali, questi ultimi erano considerati importanti a tal punto da abitare insieme alle persone in grotte adibite a case spesso di dimensioni molto anguste, con famiglie che il più delle volte superavano le dieci unità.
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale lo scrittore Carlo Levi, con la sua opera “Cristo si è fermato ad Eboli”, e successivamente il leader del partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti sollevarono per la prima volta in ambito nazionale la questione di Matera città estremamente povera ed arretrata. Togliatti definì senza mezze misure il capoluogo lucano “Vergogna nazionale“. Nel luglio del 1950 il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi visitò Matera e nel 1952 firmò la Legge Speciale per lo sfollamento dei Sassi. Ne seguirono diversi decenni di abbandono e degrado, i materani quasi vollero lasciare alle spalle un passato fatto di vergogna, di morti per le malattie, di fame e di miseria.
Nel 1993 i Sassi di Matera sono stati riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco, primo sito dell’Italia meridionale ad ottenere tale riconoscimento. La prima tappa di un processo lungo e tortuoso di recupero, riqualificazione e valorizzazione, in cui i vecchi rioni in tufo sono ridiventati protagonisti della vita cittadina e sono stati donati al mondo come esempio di sopravvivenza in condizioni di vita estreme. I vicinati su cui affacciavano le case, un tempo teatro di miseria e morte, ripresero così a vivere.